giovedì 13 dicembre 2012

Liquore al cioccolato


Ecco, ci risiamo, è Natale un'altra volta...vabbè....che poi a me il Natale piace, cioè, è una delle più belle cose che si possono pensare....il problema del Natale è che è faticoso. E' faticoso perchè è tutto un equilibrio...E' un tempo impegnativo sotto tutti i punti di vista.. e cene e regali e giri e addobbi e impegni  e stress....il Natale è tutto questo, ma è anche tutto il contrario: e la sobrietà, e la tolleranza,e l'ammmmmmmore!!! E poi c'è poco tempo, che è un paradosso vista la mole di cose da fare (è già perchè mica è vero che dura 31 giorni dicembre, ne dura 23!!). E' anche cercare di non esagerare con il cibo (impresa praticamente impossibile quando sembra che l'unica ragion d'essere del mese di dicembre sia organizzare cene e mangiate)....e magari qualcuno si è pure messo a dieta (Laurina!!) senza contare che il clou della fatica avrebbe coinciso proprio con il mese più bastardo per i nostri trigliceridi.....Un bel incubo, no?

E pure tutto sommato il Natale è bello, è dolce, è allegro, è famigliare, è tenero...che si intenda questo quando si dice la magia del natale? La trasformazione di un delirio frenetico in qualcosa di sopportabile e simpatico, quasi quasi amorevole???
Se è questa la magia allora la ragione di sicuro risiede nel fatto che ci si vede di più, ci si pensa di più, volenti o nolenti, si ha la testa quasi quasi più sugli altri che su di se...e questo inevitabilmente apre...non so bene cosa se la mente o il cuore o la pancia..forse tutto e tutto insieme!! Forse il Natale recupera, recupera amicizie, relazioni, discorsi lasciati l'anno passato...
Vabbè questa è la mia pensata natalizia, prodotta mentre facevo sta delizia di liquore al cioccolato. Che ne abbia assaggiato troppo?!! E' veloce veloce da fare e potrebbe salvarvi quando il panico del "Oh Cielo!!Cosa regalo?!!!" vi assalirà nei prossimi giorni!! Attenzione però, crea dipendenza!

LIQUORE AL CIOCCOLATO
Ingredienti
600 ml di latte a lunga conservazione
80 gr di cacao amaro
320 gr di zucchero
150 ml di alccol
Procedimento
Mescolare insieme zucchero e cacao, aggiungere il latte lentamente per non creare grumi e mescolare bene finchè tutto non sia ben sciolto. Mettere sul fuoco mescolando per non fare attacare nel fondo, fare bollire per due minuti. Una volta freddo, aggiungere l'acool, mescolare bene e lasciare riposare per un giorno. Dividere nelle bottigliette.
 

lunedì 26 novembre 2012

Torta al triplo cioccolato e arancia

Il Cioccoshow Bolognese è ormai finito...purtroppo quest'anno nessun kilo di cioccolato vinto, sob!
La ricetta con cui ho partecipato non l'ho ancora fotografata...intanto vi posto questa! 
Iniziate a leccarvi i baffi!!

TORTA AL TRIPLO CIOCCOLATO E ARANCIA
ingredienti base: 200 gr di farina, 80 gr di zucchero, 1 uovo, 70 gr di burro, ½ bustina di lievito per dolci, 1 cucchiaio di cacao amaro, 50 gr di nocciole tritate finemente (facoltativo).
ingredienti ripieno: 500 gr di ricotta, 100 gr di zucchero di canna, 1 uovo, 150 gr di cioccolato fondente, 1 arancia biologica, scagliette di cioccolato bianco.
Preparazione: Lavorare il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e l'uovo, aggiungere poi la farina, il lievito ed il cacao. Eventualmente aggiungere anche la granella di nocciola. Nel frattempo fondere il cioccolato fondente a bagnomaria aggiungendo se serve una noce di burro. Mescolare la ricotta con lo zucchero unendo anche il cioccolato fuso, l'uovo e la scorza grattugiata di ½ arancia. Foderare con la pasta frolla una teglia, di 22 - 24 cm di diametro, facendo un bordo alto almeno 2 cm. Unire alla base il ripieno e mettere nel forno (precedentemente riscaldato) per 35 - 40 min a 170°. Una volta fredda ricoprire con le scaglie di cioccolato bianco.
Suggerimento: Le porzioni possono essere servite anche con fili di buccia d'arancia caramellata.



giovedì 8 novembre 2012

Segui il coniglio bianco

Qualche giorno prima di partire per Budapest rovistando nel cellulare, nelle bozze, mi sono ritrovata questa frase: Non è mai troppo tardi per farsi un'infanzia felice. Di sicuro me l'ero appuntata io, non so dove l'avevo sentita o letta, non so quando, il perchè...bhe...quello lo so...è una verità, e io che sono votata alla verità (almeno alla mia) non potevo lasciarmela sfuggire.





Non curante di queste stranezze, dando come al solito poco credito, ahimè,  ai bagliori di lieti eventi inattesi, ho preso l'aereo per la mia vacanzina ungherese. Passeggiando tra una via e un'altra, incontrando volti interessanti, strani addobbi e dettagli grigi, ho alzato gli occhi, e l'ho incontrata, eccola, attaccata ad un palo della luce, come una bussola che mi indica la strada!! Poteri dell'inconscio??? Segui il coniglio bianco!!


lunedì 29 ottobre 2012

Torta Cortinese



La Torta Cortinese è la versione alpina e più rustica della Cheese Cake...a me piace di più chiamarla Cortinese, perchè mi fa pensare all'aria pura, ai boschi, alle splendide montagne e alle superbe pasticcerie che ci sono nella zona.
E' un successo assicurato, ideale per ogni cena, e fa contenti nonni e bambini!
Buttatevi!!



TORTA CORTINESE

Base 
200 gr di biscotti secchi tritati finemente
100 gr burro fuso e un goccio di latte

Ripieno
1/2 litro di panna fresca (oppure 1/4 litro di panna e 1/4 litro di latte)
200 gr di ricotta
3 uova interi
2-3 cucchiai di farina
1 bustina di vanillina
5 cucchiai di zucchero
1 limone spremuto e un po' buccia grattugiata

Copertura
1 cucchiaio di marmellata di frutti di mirtilli o fragole
250 gr di frutti di bosco freschi o surgelati.

Procedimento
Unire il burro fuso ai biscotti tritati, disporre il composto nella teglia da torte, meglio se con la cerniera e con carta da forno, cercando di compattarlo e avendo cura di formare un bordo alto circa tre centimetri.
In una ciottola unire la ricotta con le uova, zucchero, vanillina, limone. Stemperare la farina con la panna o il latte e unire il tutto.
Riempire con la farcia la base di biscotti, infornare per 50 minuti a 180°. Una volta cotta e raffreddata ricoprirla con un leggerissimo strato di marmellata, se necessario stemperarla con un po' di acqua tiepida. Guarnire con i  frutti di bosco, se quelli surgelati farli scongelare a temperatura ambiente prima di ricoprire la torta.

venerdì 12 ottobre 2012

Puoi essere come sei :-)

Partiamo dai fatti.
Questo blog tace da più di un mese... In agosto non ha goduto di sta vitalità irrefrenabile e sono settimane che non si vede nemmeno una briciola di ricetta. Che succede?
Succede che a volte non si è proprio ispirati...si vivacchia, si aspetta, si aspetta, e si aspetta ancora, un po' come quando si sta guidando e bisogna immettersi in una grande rotonda, dopo 5 minuti si è ancora lì, in attesa che si materializzi tutto in un colpo direttamente dall'asfalto un grande semaforo che blocchi tutte le auto in corsa che arrivano da sinistra. E quando ci accorgiamo dell'assurdità del pensiero, allora ci buttiamo (di solito nel momento meno opportuno) perchè dobbiamo riprendere il potere di noi stessi.
A volte ci illudiano che magari "domani sarà la volta buona" e speriamo di avere un'illuminazione per scrivere qualcosa di sensato almeno per noi stessi. Altre volte ancora confidiamo negli stimoli esterni, che ci suscitino qualcosa che ci ricorda qualcos'altro e che richiami la tal episodio, libro, canzone, concerto....
E cosa dire di quando aspettiamo con ansia che la nostra fantasia momentaneamente assopita non venga risvegliata da un bacio adrelanico, che faccia riattivare i trenta miliardi (basterebbe anche meno!!) di neuroni a nostra disposizione!
Per ultimo, invochiamo, preghiamo, inneggiamo, imploriamo Babbo Natale, speranza di tutti i bambini, la soluzione magica ad ogni nostro problema di scrittura e altro.
In un momento di lucidità oggi mi son chiesta se sia possibile non cercare per forza il post perfetto, ma accogliere anche un post del qui e ora!! Senza senso, senza foto (sensa z!!), senza messaggi particolarmente intelligenti, nè ricette, nè scoperte...
Anche i miei post soffrono di un "Sii perfetto" che sinceramente ha rotto un po' le balle e che è ora che vada  in vacanza! Se non sono ispirata, se non ho tempo di fare torte, se non ho cose particolarmente belle da condividere, se non se non se non....posso comunque concedere all'infinito spazio del web un post non perfetto ma sicuramente presente a se stesso e autentico!
Ecco e detto ciò mi è anche venuta l'ispirazione per la foto.....buonanotte!!


martedì 21 agosto 2012

L'attimo


...perché la vita è un brivido che vola via
è tutt'un equilibrio sopra la follia...sopra la follia

venerdì 10 agosto 2012

Agosto in città

silenzio di agosto, voglia di osservare, curiosare, ricordare
malinconia di mare, di risa e di nuove immagini







venerdì 13 luglio 2012

Si fa in fretta a fare i muffin!!

Eccoli, tutti in fila come soldatini, ben allineati. Petto possente, fieri nella  loro armatura traslucida! Tutti con uno stesso DNA al cocco e cioccolato, ma ben diversi l'uno dall'altro, in alcuni due o tre pepite nere, per quelli più fortunati anche quattro o cinque.
Al mattino appena svegli gustare un muffin così è proprio una goduria, ti fa sognare di essere in vacanza anche quando le ferie sono ancora lontano, perchè il cocco evoca...eccome se evoca...è fresco, esotico, inaspettato, curioso, e il cioccolato è rassicurante. E quale viaggio è più bello se non quello in cui pur lontani km e km dalle proprie abitudini ci sentiamo a casa ?
La ricetta che ho usato è quella della classica torta allo yogurt arricchita con cocco e ciocco, non è la ricetta originale dei muffin ma si fa poi in fretta a trasformarli mettendo il composto in tanti piccoli pirottini. Il risultato è ottimo, fidatevi!
Buon viaggio a tutti quelli che partiranno per mete lontane  e...a quelli che si accontenteranno di provare questa ricetta!


MUFFIN AL COCCO E CIOCCOLATO


Ingredienti
1 vasetto da 125g di yougurt bianco
2 uova
2 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina
1 vasetto di farina di cocco
1 vasetto di olio di semi
1 goccio (solo se necessario) di latte
1/2 bustina di lievito vanigliato
100 g. di cioccolato a pezzetti (fondente o al latte a seconda del gusto)
12-14 pirottini di carta da forno

Procedimento
Rompere le uova e unirle allo yougurt. Utilizzare il vasetto dello yougurt per fare le misure per gli altri ingredienti, quindi aggiungere lo zucchero e l'olio e mescolare bene. Unire anche la farina poco a poco stando attenti che non si formino i grumi, unire il lievito e in ultimo la farina di cocco. Se il composto risulta troppo denso aggiungere un goccio di latte (ma non più di un dito). Sminuzzare la cioccolata grossolanamente e unirla. Riempire i pirottini e riporli nell'apposito stampo.
Cuocere per 20-25 minuti a 180°. Lasciarli raffreddare fuori dal forno. Per mantenere i muffin soffici conservarli in una scatola ben chiusa.
 

martedì 26 giugno 2012

Tavolo vintage, una garanzia!!


Se non ve ne foste accorti, siamo decisamente in estate! Il termometro nel mio cucinotto installato per controllare che la temperatura in inverno non scenda sotto i 19 gradi, adesso ne segna ben 30,3 e sono le 23 e zerouno....e pensare che solo 4 mesi fa stava appena iniziando a sciogliersi la neve! 
E’ un po’ banale parlare di tempo e temperature, il tutto era per dire che la voglia di accendere il forno proprio non ce l’ho...Ma che peccato, ho dovuto fare un semifreddo…
La ricetta che ho scelto è così poco buona che si chiama delizia agli amaretti…Gli amaretti donano un sapore un po’retrò che unito all’aroma del Marsala mi spingono a ricordare il gusto del gelato che faceva mia zia quando avevo 8 anni…e il bello è che il tavolo di marmo sul quale lo preparava lei è lo stesso su cui l’ho preparato io, e forse anche allora il termometro superava i 30 gradi.



DELIZIA AGLI AMARETTI
Ingredienti
500 ml di panna
125 gr di yogurt naturale
125 gr di zucchero
20-25 amaretti
5-6 cucchiai di marsala secco

Procedimento
Montare la panna ben fredda e quando non è ancora montata del tutto aggiungere lo zucchero.
Una volta che la panna è ben ferma aggiungere lo yogurt e il marsala. Riporre il tutto in freezer per due ore.
due ore.
Togliere dal congelatore e sbriciolare gli amaretti, tenendone da parte 4-5 e amalgamare tutto bene. Ricoprire lo stampo con della pellicola in modo che fuoriesca dai bordi, riporvi all’interno il composto e rimettere il tutto in freezer per altre due-tre ore finchè non si indurisce.
Al momento di servirlo ribaltare il contenitore aiutandosi con la pellicola per estrarre il semifreddo. Sbriciolare sopra ogni porzione gli amaretti rimanenti.



martedì 12 giugno 2012

Alti e bassi


Un mese fa ero in Toscana, nella splendida Val d’Orcia, non credo esista al mondo un posto così…morbido. Si il termine giusto per me è morbido, tutto richiama alla sofficità! Le colline tonde, l’erba che dondola, i papaveri che si riempiono di vento, i cipressi che si gonfiano…il vino che riassume tutte le stagioni in un colore intenso e in un gusto corposo. 



Poi sono passata ad una festa bellissima a casa mia, con tanti volti vecchi e nuovi, e con tutti è stata una sorpresa e una festa, grazie amici! 


Poi via, sul treno per correre a Genova al matrimonio di due bellissimi cari profondi amici…e anche li atmosfere famigliari, odori intensi e amati, abitudini mai perse, affetti, risate, ospitalità vere da gente che ha la nomea di essere chiusa ed inospitale…bhe forse qualche genovese lo sarà, ma non Laura, Bidì, Vale, Marti, Ale, Chiara e tanti tanti altri!

Ma mica è finita. Passano 5 giorni ed eccomi di nuovo sulla via della Liguria, sta volta verso Camogli per un intenso corso di AT…e nuovamente amici, volti cari e storie cariche di emozioni…e i tagliolini al pesto più buoni della mia vita (se vi capita andate ad assaggiarli www.arcaulivi.it ). Sono state settimane intense quelle trascorse tra l’arcobaleno del 23 aprile e il sole splendente di oggi. Nessuna ricetta documentata, nessun altro post pubblicato… giorni molto felici e momenti meno felici. Più di un mese con alti e bassi, due occhi sono pochi per questo immenso...

lunedì 23 aprile 2012

Ma il cielo è sempre più blu

A volte a giudicare da certi grigi del cielo non sembra vero che possa tornare il sole e adirittura ci possa essere l'arcobaleno...

Questo è quello che ho visto qualche giorno fa dal terrrazzino di casa mia....spettacolo!

domenica 8 aprile 2012

Buona rinascita in un bel nidino al cioccolato!

Secondo la teoria dell’attaccamento di Bowlby il rapporto che si instaura tra il bambino e la mamma (o la persona che lo accudisce) è di grande importanza perché determinerà il modello relazionale con il quale il bimbo si rapporterà nella sua vita. Nei primi mesi di vita, solo la presenza rassicurante della madre consente al bambino di poter esplorare il mondo che lo circonda, sapendo di poter contare sempre su una base sicura che è la mamma pronta ad accoglierlo e a proteggerlo in caso di bisogno. Purtroppo non per tutti è così e vi possono essere diversi stili di attaccamento oltre a quello sicuro infatti esistono l’insicuro evitante, l’insicuro ansioso ambivalente, il disorientato/disorganizzato, che oltre ad avere nomi abbastanza indicativi, si portano dietro tutta una serie di caratteristiche per niente invidiabili. Se volete saperne di più potete GUARDARE QUI.
Ho fatto questa premessa perché mentre preparavo questo dolce così tenero e grazioso, ricco di simboli evocativi ho cercato di dar un significato alle tradizioni come le uova e tutto ciò che richiama la primavera, e il significato più profondo e religioso della Pasqua. Il punto di incontro penso di averlo trovato: essere prima una cellula, un  uovo o una gemma, o bocciolo o della terra brulla, e poi diventare un bambino, un  pulcino o una foglia, o un fiorellino, o della morbida erbetta. E’ la nascita, è la primavera, è il celebrare la natura, la vita che arriva, feste pagane di ogni genere si lasciano ispirare da questo miracolo. Ma per i cristiani a Pasqua si parla di rinascita, è già perché nati siamo nati, e poi? Un film diceva che una volta nato non ti puoi più nascondere, si nasce e che ne sappiamo noi di che cosa ci capita nei primi mesi di vita, dove nasceremo, dentro a quale culla? E’ una bella prospettiva pensare ad una Rinascita, che potrebbe anche voler dire passare da una base insicura, invischiata, disorientata ad una sicura e gioiosa, certi che di essere sempre protetti da un essere superiore, da un dio che è lì dietro che ci sostiene. E’ stata una torta filosificareligiosapsicologica e anche ahimè calorica!!!
Ecco la ricetta, così come l’ho trovata nel ricettario di un noto supermercato, buona pasqua e rinascita a tutti.
NIDO DI CIOCCOLATO
Per la base
200 gr di farina
150 gr di zucchero
100 gr di burro
2 uova
250 ml di latte
½ bustina di lievito
2 cucchiai di cacao amaro
Per guarnire
Codette di cioccolato
3 cucchiai di marmellata di albicocche
Scaglie lunghe di cioccolato
Ovetti di cioccolato

Ammorbidire il burro e aggiungere lo zucchero, le uova, e lentamente la farina e tutti gli altri ingredienti. Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo e metterlo in uno stampo per ciambella precedentemente imburrato ed infarinato. Far cuocere nel forno a 180° per 35’. Una volta raffreddato ricoprire il lato esterno e quello superiore della ciambella con la marmellata di albicocche. Spargere le codette di cioccolato (se necessario rotolare la torta nelle codette) e disporre nella parte superiore le scaglie di cioccolato. Riempire il buco con ovetti.

mercoledì 4 aprile 2012

Piove o quasi

In bilico...fra santi e falsi dei...si in bilico tra il cielo e la terra, è la pioggia che non sa che fare se scendere o starsene lassù....tutto è grigio, è umido, è noioso, è apiccicaticcio. Io quando è così non lo sopporto, vorrei lo scrosciare dell'acqua, che cade forte e rende tutto più lucido e bello.


"...senti che piove e il grano si matura, e tu diventi grande e ti fai forte
e quelle foglie che ti sembravan morte,
ripopolano i rami un'altra volta è la primavera che bussa alla tua porta
E piove! Madonna come piove prima che il sole ritorni a farci festa!
Senti, senti come piove Senti le goccia battere sulla testa!"

giovedì 16 febbraio 2012

Il giusto tempo

Ringrazio Marco che con un tempismo inverosimile mi ha regalato questi pensieri di Clarissa Pinkola Estes. Gustateveli anche voi.

Amici miei, non smarrite il cuore. Noi siamo stati fatti per questi tempi. Ultimamente ho sentito che molti sono profondamente confusi, e con ragione. Sono preoccupati per le vicende del nostro mondo di oggi. Sono tempi, i nostri, di stupori quotidiani e di rabbia spesso giustificata per il degrado ultimo di ciò che maggiormente sta a cuore alle persone civili e idealiste.
Avete ragione nelle vostre valutazioni. Il prestigio e la presunzione alle quali alcuni si sono ispirati nell’approvare atti efferati contro bambini, vecchi, la gente semplice, i poveri, gli indifesi, i bisognosi, toglie il fiato. Nonostante ciò, vi sollecito, vi chiedo, vi domando per favore di non inaridire lo spirito piangendo questi tempi difficili. Soprattutto non perdete la speranza. Specialmente perché siamo stati fatti per questi tempi. Sì. Per anni abbiamo imparato, praticato, ci siamo allenati proprio in attesa d’incontrarci esattamente sul campo di questo impegno …
Sono cresciuta nella zona dei Grandi Laghi e so riconoscere una barca capace di tenere il mare quando ne vedo una. In quanto ad anime risvegliate, in acqua non ci sono mai state barche più capaci di quanto ce ne siano ora nel mondo. E sono tutte molto ben equipaggiate e capaci di inviarsi segnali l’un l’altra come mai nella storia dell’umanità … Guardate oltre la paura, ci sono milioni di barche di anime virtuose con voi in acqua. Anche se la vostra superficie è sferzata da ogni onda in questa tempestosa agitazione, vi assicuro che le lunghe assi di legno che compongono il vostro scafo provengono da una foresta più grande. E’ risaputo che il legno ben venato tiene testa alle tempeste, resiste, regge e avanza nonostante tutto.
In ogni periodo buio c’è la tendenza a perdersi d’animo per quanto è sbagliato o non guarito nel mondo. Non focalizzatevi su questo. C’è anche la tendenza a indebolirsi indugiando su ciò che è fuori dalla propria portata, su ciò che non può ancora esserci. Non focalizzatevi lì. Questo è mancare il vento e non alzare le vele. Noi siamo necessari, ecco tutto quello che possiamo sapere ora. Ed anche se incontriamo resistenza, più sarà così più incontreremo grandi anime che ci saluteranno, ameranno e guideranno, e le riconosceremo quando compariranno. Non avevate detto di credere? Non avevate detto di ascoltare una voce più grande? Non avevate chiesto la grazia? Non vi ricordate che essere nella grazia significa sottomettersi a una voce più grande? …


Il nostro compito non è quello di fermare il mondo intero tutto in una volta, ma quello di prodigarsi per migliorare la parte del mondo nel nostro raggio d’azione. Ogni piccola e pacifica cosa che un’anima può fare per aiutare un’altra anima, per assistere una parte di questo povero mondo sofferente, sarà d’immenso aiuto. Non ci è dato sapere quale sarà l’azione o chi farà in modo che la massa critica penda verso il bene durevole. Ciò di cui c’è bisogno per un cambiamento sostanziale è una miriade di azioni, aggiungendo, aggiungendo ancora, aggiungendo di più, in continuazione. Sappiamo che non tocca a “tutti sulla Terra” portare giustizia e pace, ma solamente a un piccolo e determinato gruppo che non si arrenderà alla prima, alla seconda, o alla centesima raffica di vento.
Una delle azioni più rasserenanti e potenti che potete fare per intervenire in un mondo in tempesta è stare in piedi e mostrare la vostra anima.
Un’anima sul ponte nei momenti bui risplende come l’oro. La luce dell’anima lancia scintille, emette bagliori, fa segnali di fuoco, attizza ciò che è appropriato. Mostrare il faro dell’anima in tempi oscuri come questi – essere tenaci e mostrare compassione verso gli altri – sono entrambe azioni di immenso ardimento e grandissima necessità. Le anime angosciate prendono luce dalle altre anime che sono completamente accese e che la mostrano spontaneamente. Se volete calmare il tumulto, questa è una delle cose più potenti che potete fare.
Ci sarà sempre un momento in cui vi sentirete scoraggiati. Io stessa ho provato lo scoraggiamento molte volte nella vita, ma non gli tengo il posto, non lo prendo in considerazione. Non gli permetto di mangiare nel mio piatto. Il motivo è questo: fin nelle ossa so una cosa, come la sapete voi. Ed è che non ci può essere disperazione quando ricordate il perché siete venuti sulla Terra, di chi siete al servizio e chi vi ha mandato qui. Le buone parole che diciamo e le buone azioni che facciamo non sono nostre: sono parole e azioni dell’Uno che ci ha portati qui. Con questo spirito, spero che scriverete questo sulla vostra parete: “ Una grande nave ormeggiata nel porto è indubbiamente al sicuro. Ma non è per questo che le grandi navi sono state costruite ”.
Che questo vi giunga con molto amore e con la preghiera di ricordare da chi voi venite e perché siete venuti su questa bellissima e necessaria Terra.
Clarissa Pinkola Estes, Ph.D.
Autrice del best seller Donne che corrono coi Lupi

domenica 5 febbraio 2012

Estate, mon amour!

Ad essere sinceri tutta la poesia della prima notte di neve, il sentirmi bambina, contenta, meravigliata e tutte ste balle qua per la magia della neve è già svanita da almeno 48 ore, al secondo giorno di percorso casa-lavoro-casa a piedi impiegandoci un'ora e passa, a tutti gli appuntamenti belli che ho saltato causa auto fuori uso, quando il freddo mi ha congelato le mani....e vabbè poi bagnato in casa, scivolamenti vari, sale che brucia, preoccupazione per il mio prugno piantato in giardino questo autunno che speriamo non muoia etcetteraetcettera. Mi confermo nella mia unica grande passione per il caldo, l'estate, le infradito e una temperatura costante di 27 gradi!

martedì 31 gennaio 2012

Neve neve neve dammi la neve

Mentre siamo impegnati nelle nostre mille cose il tempo va avanti e anche le stagioni, i ritmi...non so da quanti giorni non pioveva a Bologna, molti. La terra era secca e allora ecco che puntuale arriva qualcosa che bagnerà, non è pioggia, ma candida e soffice neve. Dicono che è molto meglio della pioggia per i campi, perchè penetra lentamente come un impacco e bagna le profondità. Fredda e pungente quando la si toglie dal parabrezza dell'auto, sorprendente e scherzosa quando una volta in casa ci si sente bagnati nel collo...
Io non amo la neve, preferisco il ruvido salato della sabbia dentro le scarpe, ma oggi vederla e fotografarla mi ha fatto tornare un po' bambina, meravigliata di questa magia, nostalgica di un indomani senza scuola, stupita del silenzio ovattato del giardino sotto le mie finestre....sembra quasi di essere a 2000m!!!.

venerdì 27 gennaio 2012

Torta di...alle...delle...rose

La foto l'ho già messa nel precedente post, ma non la ricetta, allora eccola qui!! Torta di rose, alle rose delle rose....non so come si chiama precisamente, è molto....genuigna!! Fa molto colazione e  casa in campagna....sabato mattina di fine inverno, quando il sole inizia già a scaldare un po' ed è piacevole sentire l'aria fresca mista all'odore del caffè...Buona preparazione e fatemi sapere, soprattutto se è piaciuta anche alla gatta Giulia !!!

Torta di rose
Ingredienti
250 gr di farina
2 uova
3 cucchiai di zucchero
40 gr di burro
1 limone grattugiato
1 pizzico di sale
1/3 bicchiere di latte tiepido
½ cubetto di lievito di birra

Per la farcia
60 burro
60 zucchero

Procedimento
Far sciogliere il lievito nel latte e aggiungere le uova, il burro, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone, il sale e per ultimo la farina. Impastare bene per qualche minuto, tirarla e spalmarci sopra la crema di burro e zucchero, arrotolare e tagliare in 6 o 7 rotelle di uguale spessore. Disporla nella teglia imburrata e lasciare lievitare in un posto non freddo per un’ora e mezza o due coperta con uno strofinaccio. Preriscaldare il forno a 170° e infornare per 30-40 min.

lunedì 23 gennaio 2012

Strato dopo strato

Vi siete mai chiesti perchè la pasta sfoglia si gonfia in forno? Si potrebbe dire che scresce per gelosia nei confronti del pan di spagna ma notizie più attendibili ci informano dell'impossibilità dell'acqua dell'impasto di mescolarsi con il burro (e di burro ce n'è parecchio!!) e quindi di evaporare liberamente.

La pasta sfoglia tirata è una serie di strati di impasto e burro alternati; l'umidità contenuta nell'impasto tende a salire verso l'alto alla temperatura di cottura del forno, ma trova gli strati di burro che ostacolano la sua migrazione dalla platea al cielo. Un po' come nelle mongolfiere in cui il gas caldo vuole salire ma trova la tela del pallone che lo blocca con il risultato che il gas ha la meglio e trascina con se pallone, cesta e passeggeri.
La sfoglia, leggera leggera, si fa trasportare verso l'alto dal vapore acqueo dell'impasto che poi scappa attraverso la valvola del forno lasciando la sfoglia a vedersela....con le fauci dei golosi!
(tratto da Punto IT - Gelato e Pasticceria)

mercoledì 4 gennaio 2012

Una visione

Che bello l'ultimo dell'anno. Mi ha fatto recuperare il sapore di mer...che invece hanno avuto quasi tutti i miei san Silvestro, e vi dirò di più...quasi quasi rivaluto pure le feste in maschera! No, forse esagero!!
Vabbè, il 2012 sarà....rosso (o in rosso??) Auguri a tutti!